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Il giorno giovedì 10 ottobre 2019 alle ore 10.30 si è tenuto l'incontro con la III Commissione consiliare - Regione Liguria.

Ecco il testo della memoria:

Il nodo ferroviario di Genova: considerazioni sull’opera

Una nuova infrastruttura che potenzi il trasporto su ferro è una cosa positiva. Ma è progettata bene? Non è possibile fare valutazioni tecniche senza dati reali. Si spera che pendenze, raggi di curvatura e capacità delle gallerie siano sufficienti a far transitare diverse tipologie di mezzi.
Alcune perplessità sorgono osservando comunque alcune scelte. Per esempio la Bretella da Voltri forse poteva innestarsi più a nord del Bivio Succursale e potere alimentare anche la linea per Genova Principe via Granarolo e quella per il Campasso.
Forse poteva essere raddoppiato il binario di raccordo Val Polcevera verso Ponente (cd curva Molini) e riconsiderare l’ attestamento a Sampierdarena, sui previsti binari tronchi, di alcune relazioni provenienti da oltregiogo, con l’introduzione di un’inopportuna rottura di carico e nell’ottica di un futuro sviluppo del traffico.
Affetto da gigantismo è la soluzione per gli Erzelli, dove resta aperto il problema di un collegamento ad alta potenzialità verso la collina dalla quota ove corrono la strada e la ferrovia. E’ la conseguenza di una scelta forzata che ha preteso di urbanizzare un’area con evidenti criticità. Una ulteriore perplessità è rappresentata dalla previsione di due stazioni a S. Fruttuoso in sovrapposizione e in concorrenza (metro e ferrovia urbana). Che senso ha destinare tanto danaro ad un doppione comunque decentrato?

Il materiale rotabile
Una parte importante ha inoltre il materiale rotabile. I recenti mezzi introdotti da Trenitalia tanto decantati al momento della presentazione per la loro modernità e per le prestazioni, sono poco capienti e di conseguenza soggetti a sovraffollamento dopo le prime fermate.
Paradossalmente, inoltre, Trenitalia, per risolvere i problemi dei ritardi, ha allungato i tempi di percorrenza delle tratte, con tracce orarie ridondanti, rendendo, per così dire, strutturale il ritardo per tutte le corse (abbiamo quindi a disposizione degli utenti mezzi dotati di buona accelerazione ma costretti a stare fermi nelle stazioni).
Il servizio e la mancanza di Politica del trasporto.
Ma la cosa che temiamo di più, e che vogliamo stigmatizzare, è l’ipotesi che è stata
ventilata, di limitare l’offerta di linee AMT come la 1 parallela alla linea urbanizzata,
asserendo che il treno possa svolgere egregiamente una funzione assimilabile a quella di una metropolitana, nell’ottica di economizzare le risorse. E’ una scelta sbagliata perché il servizio ferroviario è di un altro livello rispetto a quello urbano e anche di quello metropolitano e quindi i diversi vettori devono essere integrati come si fa ovunque.
Possibile che l’unica unicità di intenti tra Regione e Comune vada verso questo e non verso la ricerca di sinergie delle reti urbane? La Regione possiede la leva finanziaria ma dovrebbe avere anche funzioni di coordinamento e purtroppo non è aiutata dal Comune che, per esempio, nel recente PUMS quasi non cita la presenza del servizio ferroviario. Inoltre appare troppo vincolante la sottoscrizione di
contratti di servizio a lungo termine con i gestori del servizio (l’attuale dovrebbe scadere nel 2038).
Noi abbiamo sempre sostenuto che le scelte devono andare verso l’utenza e non farsi distrarre da altre, scelte che dovrebbero andare verso un potenziamento dei posti di lavoro nel tpl e nei servizi.
Manca una strategia che oggi è ancora più drammaticamente necessaria. Le città liguri, Genova in primis, sono soffocate dal traffico e dal conseguente inquinamento e la ricetta non è costruire nuove strade che producono paradossalmente l’effetto contrario, ma far diventare il servizio di TPL di livello europeo. E’, infatti, una chimera inseguire il sogno dell’auto elettrica per i costi non sostenibili dalli cittadini e dalla comunità e i tempi di realizzazione.
Non si vedono all’orizzonte sviluppi per le batterie tali per cui non saranno necessari gli stalli elettrificati che devono essere costruiti a costi e in tempi enormi.
La ferrovia, e questo vale per tutta la Liguria, deve essere l’ossatura su cui si innestano le linee locali che devono essere sincronizzate negli orari e il più capillari possibile, lasciando al trasporto privato l’uso solo nei casi eccezionali (zone particolarmente disagiate, turismo, etc.) e lasciando spazio alla mobilità dolce.

Proposte
Per gli Erzelli valutare l’ipotesi di una cremagliera ad elevata potenzialità o di un tram se le pendenze lo consentono.
Per San Fruttuoso una unica stazione, quella ferroviaria, che non necessita di mettere fuori servizio le officine RFI e riconvertire le aree corrispondenti per consentire il passaggio della metro.
Coordinamento e sinergie tra le reti (tra Voltri e Caricamento, per esempio) e tra le Aziendeliguri, in primis tra Trenitalia, AMT e ATP.

Comitato SìTram Genova